I COMUNI CHE DESIDERANO ADERIRE AL COORDINAMENTO POSSONO INVIARE UN E-MAIL A INFO@ANDREOZZIRENATO.IT

...per garantire il passaggio
da una cultura di guerra, violenza,
imposizione e discriminazione
ad una cultura della pace, della nonviolenza,
del dialogo,della tolleranza e della solidarietà.



PROGRAMMA DI ATTIVITA'
2000 - 2001

del Coordinamento Nazionale
degli Enti Locali per la Pace

anno internazionale per la cultura della pace
città aperte
solidarietà e cooperazione decentrata
per la pace e la ricostruzione in Kossovo e nei Balcani
per Betlemme e la pace in Medio Oriente
Onu dei popoli
ulteriori impegni del coordinamento nazionale degli enti locali per la pace
i servizi del coordinamento nazionale degli enti locali per la pace

ANNO INTERNAZIONALE PER LA CULTURA DELLA PACE
 
L' Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2000 Anno Internazionale per la
Cultura della Pace e ha dichiarato il periodo 2001-2010 "Decennio Internazionale per una
Cultura di Pace e Nonviolenza per le Bambine e i Bambini del Mondo". L'obiettivo è
"mobilitare l'opinione pubblica a livello nazionale e internazionale per costruire e promuovere
una cultura di pace" facendo leva sull'impegno individuale e sul coinvolgimento delle istituzioni
e delle organizzazioni a tutti i livelli, da quello internazionale a quello locale. In ogni paese, città
o quartiere la cultura della pace può essere affermata in molti modi diversi, lavorando per
sradicare le profonde cause culturali della violenza e della guerra, come la povertà, l'esclusione,
l'ignoranza e lo sfruttamento.
Il Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace aderisce all'appello delle Nazioni Unite
e si impegna a collaborare con l'Unesco (che ha assunto la responsabilità di gestire il progetto)
per sollecitare un'ampia discussione pubblica sul significato della cultura della pace, sui suoi
fondamenti e sul ruolo dei soggetti e delle agenzie educative che hanno la responsabilità di
promuoverla a tutti i livelli: dalla famiglia alla scuola, dalla politica ai mezzi di comunicazione
agli intellettuali.
Con questo obiettivo, il Coordinamento intende promuovere le seguenti iniziative:
-Costituzione di un Comitato Nazionale per la promozione dell'Anno internazionale per
la cultura della pace, al quale potranno aderire tutti gli Enti Locali, le Regioni, le associazioni,
le scuole, i mezzi di comunicazione e gli altri organismi che condividono le finalità e gli obiettivi
dell'iniziativa e che intendono collaborare alla sua più ampia diffusione.
-"La pace è nelle nostre mani" - campagna nazionale di educazione alla pace
e di sensibilizzazione pubblica, da realizzare sollecitando il più ampio coinvolgimento dei mass
media e del mondo della scuola. La campagna -in continuità con quella avviata in occasione del
50' anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - avrà l'obiettivo di:
- promuovere una più corretta conoscenza dei problemi della pace e delle misure che si devono
adottare per costruire una pace giusta e duratura;
- sollecitare un maggiore impegno concreto di tutte le istituzioni e le persone per promuovere la
pace dal quartiere all'Onu;
- sollecitare l'inserimento permanente dell'educazione alla pace e ai diritti umani nei programmi
scolastici di tutte le scuole di ogni ordine e grado. La campagna sarà realizzata anche attraverso
la pubblicazione e la diffusione di opportuni sussidi didattici.
-Appello all'impegno individuale, da realizzare attraverso la più ampia diffusione del Manifesto
2000 per una Cultura di Pace e Nonvioienza, elaborato, per conto dell'Unesco, dai vincitori del
Premio Nobel per la Pace. A tutti i cittadini sarà proposto di sottoscrivere il Manifesto per
ribadire che chiunque può agire secondo lo spirito della cultura della pace, nell'ambito della
propria famiglia, del proprio luogo di lavoro, quartiere, città o regione, divenendo portatore di un
messaggio di tolleranza, solidarietà e dialogo. Chi firma il Manifesto si impegna a:
1. rispettare la vita in tutte le sue forme;
2. rifiutare la violenza;
3. condividere con gli altri;
4. ascoltare per capire;
5. preservare il nostro pianeta;
6. riscoprire la solidarietà.
-Organizzazione di una Convenzione nazionale sul ruolo degli Enti Locali e delle Regioni
per la promozione della cultura della pace. La Convenzione avrà l'obiettivo di valorizzare
le iniziative e mettere a confronto le esperienze sin qui realizzate nel nostro paese. Proposte
concrete saranno anche avanzate al Parlamento e al Ministero della Pubblica Istruzione.
Per rafforzare il contributo degli Enti Locali e delle Regioni alla promozione della cultura della
pace nell'ambito della scuola, il Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace e il
Ministero della Pubblica Istruzione hanno deciso di sottoscrivere un apposito Protocollo d'Intesa.

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CITTA' APERTE
 
La costruzione di una cultura della pace è minacciata dalla diffusione di atti e comportamenti
di intolleranza, razzismo, chiusura e rifiuto clegli stranieri (profughi, rifugiati e immigrati)
presenti nelle nostre città. Contro questi pericoli, le città e gli Enti Locali per la pace, consapevoli
della necessità di promuovere tutti i diritti umani per tutti, si impegnano a realizzare:
-iniziative pedagogiche ed educative volte a sradicare i pregiudizi che alimentano la chiusura della
nostra società; a promuovere il rispetto della dignità di tutte le persone e l'affermazione di una
cultura della solidarietà e della convivenza; favorire la conoscenza e il pieno inserimento delle
comunità straniere nella vita sociale e civile della città;
-strutture e programmi per l'accoglienza dei profughi, dei rifugiati e degli immigrati; progetti per
lo sviluppo di una convivenza pacifica e armoniosa tra cittadini italiani e stranieri in condizioni di
parità di diritti civili; politiche di cittadinanza, come il diritto di voto degli immigrati.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace
intende valorizzare tutte le esperienze positive realizzate dagli Enti Locali e dalle Regioni negli ultimi
anni e sollecitare una maggiore attenzione di tutte le istituzioni che hanno la responsabilità di
intervenire evitando che quello degli immigrati possa essere considerato solo come "un grave
problema di ordine pubblico".

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SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE DECENTRATA
 
La promozione della pace, dello sviluppo umano e dei diritti umani richiede una crescita della
solidarietà e della cooperazione internazionale a tutti i livelli. Il Coordinamento Nazionale degli
Enti locali per la Pace intende contribuire a rilanciare e rafforzare la cooperazione internazionale
dell'Italia sollecitando la rapida approvazione della nuova legge sulla "cooperazione allo sviluppo"
secondo le indicazioni emerse nella Convenzione di Firenze e riassunte nell'Appello di Assisi
(27 marzo 1998). Per questo il Coordinamento invita gli Enti Locali e le Regioni a:
- sottoscrivere l'Appello di Assisi e approvare un apposito ordine del giorno da inviare
a tutte le forze politiche parlamentari;
- sollecitare l'adesione dei parlamentari eletti sul proprio territorio;
- promuovere iniziative di approfondimento e sensibilizzazione dell'opinione pubblica a sostegno
dell'Appello e del rilancio della cooperazione italiana.
Una grande responsabilità spetta anche agli Enti Locali e alle Regioni che, sempre più spesso,
vengono chiamati a promuovere e sostenere progetti di solidarietà e di cooperazione decentrata.
Numerosi progetti sono stati avviati con i diversi paesi dei Balcani e con il Kosovo, con il Medio
Oriente, con l'Algeria, con il popolo Saharawi, con i bambini di Cernobyl, contri l'embargo
all'Iraq, con diversi paesi africani, e negli ultimi mesi anche con il popolo curdo in Turchia.
Tutte queste importanti esperienze possono svilupparsi promuovendo strutture ad hoc di
coordinamento degli Enti-Locali impegnati nei diversi paesi. Compito dei Coordinamento
Nazionale degli Enti locali per la Pace e di:
- valorizzare e sostenere ogni struttura di coordinamento avviata da gruppi di istituzioni locali,
prevedendo la loro inclusione negli organismi direttivi del Coordinamento nazionale;
- promuovere la conoscenza di questi progetti anche realizzando un'anagrafe delle attività di
solidarietà e cooperazione decentrata realizzate dai Comuni e dalle Province;
- sollecitare tutti gli Enti Locali ad assumere iniziative analoghe con spirito di continuità e
coordinamento;
- promuovere il confronto delle esperienze, la verifica delle leggi regionali esistenti e la
collaborazione tra i diversi livelli istituzionali;
- organizzare corsi di formazione per il personale degli enti locali che operano in questo settore;
- coordinare gli interventi in alcuni paesi e aree geografiche a partire dal Mediterraneo e, in
particolare, dai Balcani e dal Medio Oriente.
 

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PER LA PACE E LA RICOSTRUZIONE IN KOSOVO E NEI BALCANI
 
La situazione nei Balcani "dopo la doppia guerra in Kosovo" continua ad essere interessata da
rischi di conflitto e tensioni interetniche. La condizione economica, sociale e umanitaria nell'area
continua ad essere difficile per le popolazioni. In alcune aree è ancora emergenza. Si è fermata la
guerra, ma ancora non si sono ricostruite le condizioni di una pace giusta e durevole.
Non sarà sufficiente riattivare il tessuto economico della regione. E' necessario invece promuovere
un approccio integrato che valorizzi pienamente la ricostruzione sociale, civile, delle comunità locali
come condizioni per un effettivo processo di pace. Indispensabile in questa direzione è anche la
prospettiva dello sviluppo delle relazioni e degli scambi culturali euro-balcanici a livello di società
civile, amministrazioni locali, istituti educativi e universitari.
L'intervento di pace e di solidarietà nei Balcani continuerà a impegnare le organizzazioni della società
civile e gli Enti Locali ancora per molto tempo. Sarà un intervento impegnativo e che necessita di
collaborazione, coordinamento, valorizzazione delle rispettive competenze in un programma integrato
di iniziative, programmi e progetti concreti. Per questo il Coordinamento Nazionale degli Enti locali
per la Pace ha deciso di sottoscrivere un Protocollo d'intesa con il Consorzio Italiano di Solidarietà
(ICS) da tempo attivo nei Balcani con un' intensa attività di solidarietà e cooperazione.
Nell'ambito di questo accordo di collaborazione sono state definite le seguenti iniziative:
-un censimento dei progetti, dei programmi, delle iniziative promosse dagli Enti Locali e dalle Regioni
nell'area dei Balcani;
-la realizzazione di una guida agli interventi e ai programmi di cooperazione nei Balcani rivolta agli
amministratori locali e agli operatori delle organizzazioni sociali territoriali;
-la promozione di un'organica Conferenza della Società Civile per la pace, la democrazia, la
cooperazione nei Balcani (che dia seguito al progetto già realizzato ad Ancona).
 
ICS e Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace si impegnano inoltre a promuovere tre
campagne nazionali che interesseranno tutte le aree dei Balcani:
-Infanzia:
Campagna per il supporto al sistema scolastico (formazione operatori, acquisto materiale didattico,
attività extracurricula); promozione di attività psico-sociali e socio-educative nei campi profughi, nei
centri di accoglienza, negli istituti per bambini abbandonati e appartenenti a minoranze etniche (ROM);
-Microcredito:
Campagna per il sostegno dei progetti di microcredito già avviati e da promuovere. I programmi sono
rivolti sia a soggetti vulnerabili (profughi) sia a interventi rivolti allo sviluppo delle aree rurali e alla
promozione di attività produttive, agricole, artigianali in un'ottica integrata di ricostruzione
economico-sociale;
-Cooperazione decentrata:
Promozione in tutte le aree dei Balcani di un programma pilota di gemellaggi e programmi di
cooperazione decentrata, attraverso partenariati fondati su interventi di formazione, di ricostruzione
sociale e civile e guidati da una logica integrativa che favorisca le relazioni non solo bilaterali, ma
multilaterali tra gli Enti Locali delle diverse aree dei Balcani
 
La situazione nei Balcani "dopo la doppia guerra in Kosovo" continua ad essere interessata da
rischi di conflitto e tensioni interetniche. La condizione economica, sociale e umanitaria nell'area
continua ad essere difficile per le popolazioni. In alcune aree è ancora emergenza. Si è fermata la
guerra, ma ancora non si sono ricostruite le condizioni di una pace giusta e durevole.
Non sarà sufficiente riattivare il tessuto economico della regione. E' necessario invece promuovere
un approccio integrato che valorizzi pienamente la ricostruzione sociale, civile, delle comunità locali
come condizioni per un effettivo processo di pace. Indispensabile in questa direzione è anche la
prospettiva dello sviluppo delle relazioni e degli scambi culturali euro-balcanici a livello di società
civile, amministrazioni locali, istituti educativi e universitari.
L'intervento di pace e di solidarietà nei Balcani continuerà a impegnare le organizzazioni della società
civile e gli Enti Locali ancora per molto tempo. Sarà un intervento impegnativo e che necessita di
collaborazione, coordinamento, valorizzazione delle rispettive competenze in un programma integrato
di iniziative, programmi e progetti concreti. Per questo il Coordinamento Nazionale degli Enti locali
per la Pace ha deciso di sottoscrivere un Protocollo d'intesa con il Consorzio Italiano di Solidarietà
(ICS) da tempo attivo nei Balcani con un' intensa attività di solidarietà e cooperazione.
Nell'ambito di questo accordo di collaborazione sono state definite le seguenti iniziative:
-un censimento dei progetti, dei programmi, delle iniziative promosse dagli Enti Locali e dalle Regioni
nell'area dei Balcani;
-la realizzazione di una guida agli interventi e ai programmi di cooperazione nei Balcani rivolta agli
amministratori locali e agli operatori delle organizzazioni sociali territoriali;
-la promozione di un'organica Conferenza della Società Civile per la pace, la democrazia, la
cooperazione nei Balcani (che dia seguito al progetto già realizzato ad Ancona).
 
ICS e Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace si impegnano inoltre a promuovere tre
campagne nazionali che interesseranno tutte le aree dei Balcani:
-Infanzia:
Campagna per il supporto al sistema scolastico (formazione operatori, acquisto materiale didattico,
attività extracurricula); promozione di attività psico-sociali e socio-educative nei campi profughi, nei
centri di accoglienza, negli istituti per bambini abbandonati e appartenenti a minoranze etniche (ROM);
-Microcredito:
Campagna per il sostegno dei progetti di microcredito già avviati e da promuovere. I programmi sono
rivolti sia a soggetti vulnerabili (profughi) sia a interventi rivolti allo sviluppo delle aree rurali e alla
promozione di attività produttive, agricole, artigianali in un'ottica integrata di ricostruzione
economico-sociale;
-Cooperazione decentrata:
Promozione in tutte le aree dei Balcani di un programma pilota di gemellaggi e programmi di
cooperazione decentrata, attraverso partenariati fondati su interventi di formazione, di ricostruzione
sociale e civile e guidati da una logica integrativa che favorisca le relazioni non solo bilaterali, ma
multilaterali tra gli Enti Locali delle diverse aree dei Balcani

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PER BETLEMME E LA PACE IN MEDIO ORIENTE
 
La ripresa del negoziato tra il governo israeliano e l'autorità Nazionale Palestinese torna ad alimentare
nel mondo la speranza di una rapida conclusione del conflitto. Il Presidente Arafat e il Primo Ministro
Barak hanno dichiarato di voler trovare un accordo entro settembre 2000. Ma i problemi ancora aperti
sono molti e particolarmente delicati e l'incertezza del futuro insieme alla difficile situazione economica
che pesa sulla vita della maggior parte dei palestinesi, richiede un costante sostegno della comunità
internazionale. Ritrovare la pace a Gerusalemme è un obiettivo troppo importante per l'intera umanità.
Per rilanciare nuovi progetti di cooperazione e sostenere quanti si adoperano nella ricerca di una pace
giusta e duratura, il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace si impegna a:
-realizzare un censimento degli Enti Locali e delle Regioni che hanno avviato progetti di solidarietà e di
cooperazione con la Palestina e Israele;
-avviare una struttura di servizio per gli Enti Locali interessati a realizzare o sostenere nuovi progetti di
solidarietà e cooperazione in Palestina;
-realizzare dal 2 all' 8 settembre 2000, nell'ambito delle celebrazioni di Bethlehem 2000, una settimana
di musica, arte e cultura italiana a Betlemme e in altre città palestinesi. Al centro della "Settimana" si
svolgerà il primo "Meeting Italo/Palestinese" al quale saranno invitati tutti gli Enti Locali, le Regioni e le
organizzazioni italiane che intrattengono rapporti di solidarietà e cooperazione con il popolo palestinese
e i rispettivi partner.

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L' ONU DEI POPOLI
 
Il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace valuta positivamente il progetto dell'Onu
dei Popoli, realizzato in collaborazione con la Tavola della Pace, e si impegna a:
- diffondere il documento finale approvato dalla 3a Assemblea dell'Onu dei Popoli promuovendo
occasioni di dibattito sulle proposte di lavoro tracciate in quella sede;
- partecipare al "Forum della Società Civile Globale" promosso dalle Nazioni Unite nel 2000
chiedendo il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite e la possibilità di partecipare stabilmente
ai suoi organi di consultazione con le organizzazioni nongovernative;
- contribuire all'organizzazione della 4a Assemblea dell'Onu dei Popoli mettendo al centro una
riflessione sull'Europa e sul suo ruolo nel mondo. La preparazione della nuova Assemblea dovrà
essere l'occasione per estendere e consolidare i rapporti con le economie locali e le istituzioni
dell' Unione Europea.

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ULTERIORI IMPEGNI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE
DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE
 
1.sollecitare il Governo e il Parlamento a promuovere l'istituzione del servizio civile nazionale
mettendo a disposizione -da subito- tutte le risorse necessarie per la piena valorizzazione di tutti i
giovani che intendono svolgere questo servizio alla collettività. Il Coordinamento si impegna inoltre
a promuovere le iniziative necessarie per qualificare l'impiego degli obiettori di coscienza in
servizio civile presso gli Enti Locali;
2.sostenere la Banca Popolare Etica che, dopo tre anni di intenso lavoro, ha preso avvio in Italia
sviluppando diverse intese con gli Enti Locali (prestiti d'onore alle famiglie, finanziamento prima
casa, strutture per turismo alternativo, uso biciclette elettriche, società di capitalizzazione per
cooperative sociali, co-progettazione economica, finanziaria e sociale, emissione di certificati di
deposito);
3.favorire il coinvolgimento degli Enti Locali italiani nell'Alleanza mondiale delle Città contro la
povertà, promossa dall'UNDP allo scopo di promuovere lo sviluppo di politiche locali e della
collaborazione internazionale tra le città del nord e del sud per lo sradicamento della povertà.
Il Coordinamento si impegna a partecipare alla 2a Assemblea mondiale dell'Alleanza che si terrà
a Ginevra dal 3 al 5 aprile 2000;
4.sostenere la campagna per la cancellazione del debito estero dei paesi impoveriti entro il 2000
partecipando alle attività prornosse dalla coalizione italiana "Sdebitarsi";
5.promuovere, insieme a tutte le organizzazioni interessate, come emerso nel Forum internazionale
di Bologna "Acqua per tutti", la sezione italiana della Campagna "per un Contratto mondiale
dell'acqua" con l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sul dramma della sete
che colpisce 1 miliardo e 400 milioni di persone prive di acqua potabile e sui problemi connessi
alla gestione delle risorse idriche nel mondo.

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I SERVIZI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE
DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE
 
Per accrescere la circolazione delle informazioni e valorizzare tutte le iniziative di pace, solidarietà
e cooperazione realizzate dagli Enti Locali aderenti, il Coordinamento Nazionale degli Enti locali
per la Pace si impegna a:
1.avviare e gestire un apposito Sito Web degli Enti Locali per la Pace, quale principale organo
d'informazione del Coordinamento. Il sito valorizzerà in primo luogo, tutte le attività di pace,
solidarietà e cooperazione messe in atto dagli aderenti al Coordinamento Nazionale che saranno
collegati in rete. Il sito servirà inoltre a promuovere le principali campagne assunte dal
Coordinamento;
2.pubblicare un Libro sull'impegno degli Enti Locali per la pace che possa raccogliere le più
significative esperienze sin qui realizzate e servire da guida per gli amministratori che vorranno
impegnarsi su questi problemi.
3.promuovere l'apertura di un Ufficio per l'Europa con sede a Bruxelles con l'obiettivo di rafforzare
il collegamento con il Parlamento e le altre istituzioni europee; facilitare l'accesso degli'Enti Locali
aderenti ai fondi comunitari per i progetti educativi e di cooperazione allo sviluppo.
 
Per migliorare l'operatività del Coordinamento ed estendere la sua base territoriale favorendo anche
l'impegno dei piccoli Comuni il Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace favorisce,
laddove possibile, la costituzione di coordinamenti su base provinciale o regionale.

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