- ANNO
INTERNAZIONALE PER LA CULTURA DELLA PACE
-
- L' Assemblea Generale delle
Nazioni Unite ha proclamato il 2000 Anno
Internazionale per la
- Cultura della Pace e ha dichiarato
il periodo 2001-2010 "Decennio
Internazionale per una
- Cultura di Pace e Nonviolenza per
le Bambine e i Bambini del Mondo".
L'obiettivo è
- "mobilitare l'opinione
pubblica a livello nazionale e internazionale per
costruire e promuovere
- una cultura di pace" facendo
leva sull'impegno individuale e sul
coinvolgimento delle istituzioni
- e delle organizzazioni a tutti i
livelli, da quello internazionale a quello
locale. In ogni paese, città
- o quartiere la cultura della pace
può essere affermata in molti modi diversi,
lavorando per
- sradicare le profonde cause
culturali della violenza e della guerra, come la
povertà, l'esclusione,
- l'ignoranza e lo sfruttamento.
- Il Coordinamento nazionale degli
Enti Locali per la Pace aderisce all'appello
delle Nazioni Unite
- e si impegna a collaborare con
l'Unesco (che ha assunto la responsabilità di
gestire il progetto)
- per sollecitare un'ampia
discussione pubblica sul significato della
cultura della pace, sui suoi
- fondamenti e sul ruolo dei
soggetti e delle agenzie educative che hanno la
responsabilità di
- promuoverla a tutti i livelli:
dalla famiglia alla scuola, dalla politica ai
mezzi di comunicazione
- agli intellettuali.
- Con questo obiettivo, il
Coordinamento intende promuovere le seguenti
iniziative:
- -Costituzione di un
Comitato Nazionale per la promozione dell'Anno
internazionale per
- la cultura della pace,
al quale potranno aderire tutti gli Enti Locali,
le Regioni, le associazioni,
- le scuole, i mezzi di
comunicazione e gli altri organismi che
condividono le finalità e gli obiettivi
- dell'iniziativa e che intendono
collaborare alla sua più ampia diffusione.
- -"La pace è nelle
nostre mani" - campagna nazionale di
educazione alla pace
- e di sensibilizzazione pubblica,
da realizzare sollecitando il più ampio
coinvolgimento dei mass
- media e del mondo della scuola. La
campagna -in continuità con quella avviata in
occasione del
- 50' anniversario della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani -
avrà l'obiettivo di:
- - promuovere una più corretta
conoscenza dei problemi della pace e delle misure
che si devono
- adottare per costruire una pace
giusta e duratura;
- - sollecitare un maggiore impegno
concreto di tutte le istituzioni e le persone per
promuovere la
- pace dal quartiere all'Onu;
- - sollecitare l'inserimento
permanente dell'educazione alla pace e ai diritti
umani nei programmi
- scolastici di tutte le scuole di
ogni ordine e grado. La campagna sarà realizzata
anche attraverso
- la pubblicazione e la diffusione
di opportuni sussidi didattici.
- -Appello all'impegno
individuale, da realizzare attraverso la
più ampia diffusione del Manifesto
- 2000 per una Cultura di Pace e
Nonvioienza, elaborato, per conto dell'Unesco,
dai vincitori del
- Premio Nobel per la Pace. A tutti
i cittadini sarà proposto di sottoscrivere il
Manifesto per
- ribadire che chiunque può agire
secondo lo spirito della cultura della pace,
nell'ambito della
- propria famiglia, del proprio
luogo di lavoro, quartiere, città o regione,
divenendo portatore di un
- messaggio di tolleranza,
solidarietà e dialogo. Chi firma il Manifesto si
impegna a:
- 1. rispettare la vita in tutte le
sue forme;
- 2. rifiutare la violenza;
- 3. condividere con gli altri;
- 4. ascoltare per capire;
- 5. preservare il nostro pianeta;
- 6. riscoprire la solidarietà.
- -Organizzazione di una Convenzione
nazionale sul ruolo degli Enti Locali e delle
Regioni
- per la promozione della
cultura della pace. La Convenzione avrà
l'obiettivo di valorizzare
- le iniziative e mettere a
confronto le esperienze sin qui realizzate nel
nostro paese. Proposte
- concrete saranno anche avanzate al
Parlamento e al Ministero della Pubblica
Istruzione.
- Per rafforzare il contributo degli
Enti Locali e delle Regioni alla promozione della
cultura della
- pace nell'ambito della scuola, il
Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la
Pace e il
- Ministero della Pubblica
Istruzione hanno deciso di sottoscrivere un
apposito Protocollo d'Intesa.
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- CITTA' APERTE
-
- La costruzione di una cultura
della pace è minacciata dalla diffusione di atti
e comportamenti
- di intolleranza, razzismo,
chiusura e rifiuto clegli stranieri (profughi,
rifugiati e immigrati)
- presenti nelle nostre città.
Contro questi pericoli, le città e gli Enti
Locali per la pace, consapevoli
- della necessità di promuovere
tutti i diritti umani per tutti, si impegnano a
realizzare:
- -iniziative pedagogiche ed
educative volte a sradicare i pregiudizi che
alimentano la chiusura della
- nostra società; a promuovere il
rispetto della dignità di tutte le persone e
l'affermazione di una
- cultura della solidarietà e della
convivenza; favorire la conoscenza e il pieno
inserimento delle
- comunità straniere nella vita
sociale e civile della città;
- -strutture e programmi per
l'accoglienza dei profughi, dei rifugiati e degli
immigrati; progetti per
- lo sviluppo di una convivenza
pacifica e armoniosa tra cittadini italiani e
stranieri in condizioni di
- parità di diritti civili;
politiche di cittadinanza, come il diritto di
voto degli immigrati.
- Per il raggiungimento di questi
obiettivi, il Coordinamento Nazionale degli Enti
Locali per la pace
- intende valorizzare tutte le
esperienze positive realizzate dagli Enti Locali
e dalle Regioni negli ultimi
- anni e sollecitare una maggiore
attenzione di tutte le istituzioni che hanno la
responsabilità di
- intervenire evitando che quello
degli immigrati possa essere considerato solo
come "un grave
- problema di ordine pubblico".
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- SOLIDARIETA' E
COOPERAZIONE DECENTRATA
-
- La promozione della pace, dello
sviluppo umano e dei diritti umani richiede una
crescita della
- solidarietà e della cooperazione
internazionale a tutti i livelli. Il
Coordinamento Nazionale degli
- Enti locali per la Pace intende
contribuire a rilanciare e rafforzare la
cooperazione internazionale
- dell'Italia sollecitando la rapida
approvazione della nuova legge sulla
"cooperazione allo sviluppo"
- secondo le indicazioni emerse
nella Convenzione di Firenze e riassunte
nell'Appello di Assisi
- (27 marzo 1998). Per questo il
Coordinamento invita gli Enti Locali e le Regioni
a:
- - sottoscrivere l'Appello di
Assisi e approvare un apposito ordine del giorno
da inviare
- a tutte le forze politiche
parlamentari;
- - sollecitare l'adesione dei
parlamentari eletti sul proprio territorio;
- - promuovere iniziative di
approfondimento e sensibilizzazione dell'opinione
pubblica a sostegno
- dell'Appello e del rilancio della
cooperazione italiana.
- Una grande responsabilità spetta
anche agli Enti Locali e alle Regioni che, sempre
più spesso,
- vengono chiamati a promuovere e
sostenere progetti di solidarietà e di
cooperazione decentrata.
- Numerosi progetti sono stati
avviati con i diversi paesi dei
Balcani e con il Kosovo, con il Medio
- Oriente, con l'Algeria, con il
popolo Saharawi, con i bambini di Cernobyl,
contri l'embargo
- all'Iraq, con diversi paesi
africani, e negli ultimi mesi anche con il popolo
curdo in Turchia.
- Tutte queste importanti esperienze
possono svilupparsi promuovendo strutture ad hoc
di
- coordinamento degli Enti-Locali
impegnati nei diversi paesi. Compito dei
Coordinamento
- Nazionale degli Enti locali per la
Pace e di:
- - valorizzare e sostenere ogni
struttura di coordinamento avviata da gruppi di
istituzioni locali,
- prevedendo la loro inclusione
negli organismi direttivi del Coordinamento
nazionale;
- - promuovere la conoscenza di
questi progetti anche realizzando un'anagrafe
delle attività di
- solidarietà e cooperazione
decentrata realizzate dai Comuni e dalle
Province;
- - sollecitare tutti gli Enti
Locali ad assumere iniziative analoghe con
spirito di continuità e
- coordinamento;
- - promuovere il confronto delle
esperienze, la verifica delle leggi regionali
esistenti e la
- collaborazione tra i diversi
livelli istituzionali;
- - organizzare corsi di formazione
per il personale degli enti locali che operano in
questo settore;
- - coordinare gli interventi in
alcuni paesi e aree geografiche a partire dal
Mediterraneo e, in
- particolare, dai Balcani e dal
Medio Oriente.
-
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- PER LA PACE E LA
RICOSTRUZIONE IN KOSOVO E NEI BALCANI
-
- La situazione nei Balcani
"dopo la doppia guerra in Kosovo"
continua ad essere interessata da
- rischi di conflitto e tensioni
interetniche. La condizione economica, sociale e
umanitaria nell'area
- continua ad essere difficile per
le popolazioni. In alcune aree è ancora
emergenza. Si è fermata la
- guerra, ma ancora non si sono
ricostruite le condizioni di una pace giusta e
durevole.
- Non sarà sufficiente riattivare
il tessuto economico della regione. E' necessario
invece promuovere
- un approccio integrato che
valorizzi pienamente la ricostruzione sociale,
civile, delle comunità locali
- come condizioni per un effettivo
processo di pace. Indispensabile in questa
direzione è anche la
- prospettiva dello sviluppo delle
relazioni e degli scambi culturali euro-balcanici
a livello di società
- civile, amministrazioni locali,
istituti educativi e universitari.
- L'intervento di pace e di
solidarietà nei Balcani continuerà a impegnare
le organizzazioni della società
- civile e gli Enti Locali ancora
per molto tempo. Sarà un intervento impegnativo
e che necessita di
- collaborazione, coordinamento,
valorizzazione delle rispettive competenze in un
programma integrato
- di iniziative, programmi e
progetti concreti. Per questo il Coordinamento
Nazionale degli Enti locali
- per la Pace ha deciso di
sottoscrivere un Protocollo d'intesa con il
Consorzio Italiano di Solidarietà
- (ICS) da tempo attivo nei Balcani
con un' intensa attività di solidarietà e
cooperazione.
- Nell'ambito di questo accordo di
collaborazione sono state definite le seguenti
iniziative:
- -un censimento dei progetti, dei
programmi, delle iniziative promosse dagli Enti
Locali e dalle Regioni
- nell'area dei Balcani;
- -la realizzazione di una guida
agli interventi e ai programmi di cooperazione
nei Balcani rivolta agli
- amministratori locali e agli
operatori delle organizzazioni sociali
territoriali;
- -la promozione di un'organica
Conferenza della Società Civile per la pace, la
democrazia, la
- cooperazione nei Balcani (che dia
seguito al progetto già realizzato ad Ancona).
-
- ICS e Coordinamento Nazionale
degli Enti Locali per la pace si impegnano
inoltre a promuovere tre
- campagne nazionali che
interesseranno tutte le aree dei Balcani:
- -Infanzia:
- Campagna per il supporto al
sistema scolastico (formazione operatori,
acquisto materiale didattico,
- attività extracurricula);
promozione di attività psico-sociali e
socio-educative nei campi profughi, nei
- centri di accoglienza, negli
istituti per bambini abbandonati e appartenenti a
minoranze etniche (ROM);
- -Microcredito:
- Campagna per il sostegno dei
progetti di microcredito già avviati e da
promuovere. I programmi sono
- rivolti sia a soggetti vulnerabili
(profughi) sia a interventi rivolti allo sviluppo
delle aree rurali e alla
- promozione di attività
produttive, agricole, artigianali in un'ottica
integrata di ricostruzione
- economico-sociale;
- -Cooperazione decentrata:
- Promozione in tutte le aree dei
Balcani di un programma pilota di gemellaggi e
programmi di
- cooperazione decentrata,
attraverso partenariati fondati su interventi di
formazione, di ricostruzione
- sociale e civile e guidati da una
logica integrativa che favorisca le relazioni non
solo bilaterali, ma
- multilaterali tra gli Enti Locali
delle diverse aree dei Balcani
-
- La situazione nei Balcani
"dopo la doppia guerra in Kosovo"
continua ad essere interessata da
- rischi di conflitto e tensioni
interetniche. La condizione economica, sociale e
umanitaria nell'area
- continua ad essere difficile per
le popolazioni. In alcune aree è ancora
emergenza. Si è fermata la
- guerra, ma ancora non si sono
ricostruite le condizioni di una pace giusta e
durevole.
- Non sarà sufficiente riattivare
il tessuto economico della regione. E' necessario
invece promuovere
- un approccio integrato che
valorizzi pienamente la ricostruzione sociale,
civile, delle comunità locali
- come condizioni per un effettivo
processo di pace. Indispensabile in questa
direzione è anche la
- prospettiva dello sviluppo delle
relazioni e degli scambi culturali euro-balcanici
a livello di società
- civile, amministrazioni locali,
istituti educativi e universitari.
- L'intervento di pace e di
solidarietà nei Balcani continuerà a impegnare
le organizzazioni della società
- civile e gli Enti Locali ancora
per molto tempo. Sarà un intervento impegnativo
e che necessita di
- collaborazione, coordinamento,
valorizzazione delle rispettive competenze in un
programma integrato
- di iniziative, programmi e
progetti concreti. Per questo il Coordinamento
Nazionale degli Enti locali
- per la Pace ha deciso di
sottoscrivere un Protocollo d'intesa con il
Consorzio Italiano di Solidarietà
- (ICS) da tempo attivo nei Balcani
con un' intensa attività di solidarietà e
cooperazione.
- Nell'ambito di questo accordo di
collaborazione sono state definite le seguenti
iniziative:
- -un censimento dei progetti, dei
programmi, delle iniziative promosse dagli Enti
Locali e dalle Regioni
- nell'area dei Balcani;
- -la realizzazione di una guida
agli interventi e ai programmi di cooperazione
nei Balcani rivolta agli
- amministratori locali e agli
operatori delle organizzazioni sociali
territoriali;
- -la promozione di un'organica
Conferenza della Società Civile per la pace, la
democrazia, la
- cooperazione nei Balcani (che dia
seguito al progetto già realizzato ad Ancona).
-
- ICS e Coordinamento Nazionale
degli Enti Locali per la pace si impegnano
inoltre a promuovere tre
- campagne nazionali che
interesseranno tutte le aree dei Balcani:
- -Infanzia:
- Campagna per il supporto al
sistema scolastico (formazione operatori,
acquisto materiale didattico,
- attività extracurricula);
promozione di attività psico-sociali e
socio-educative nei campi profughi, nei
- centri di accoglienza, negli
istituti per bambini abbandonati e appartenenti a
minoranze etniche (ROM);
- -Microcredito:
- Campagna per il sostegno dei
progetti di microcredito già avviati e da
promuovere. I programmi sono
- rivolti sia a soggetti vulnerabili
(profughi) sia a interventi rivolti allo sviluppo
delle aree rurali e alla
- promozione di attività
produttive, agricole, artigianali in un'ottica
integrata di ricostruzione
- economico-sociale;
- -Cooperazione decentrata:
- Promozione in tutte le aree dei
Balcani di un programma pilota di gemellaggi e
programmi di
- cooperazione decentrata,
attraverso partenariati fondati su interventi di
formazione, di ricostruzione
- sociale e civile e guidati da una
logica integrativa che favorisca le relazioni non
solo bilaterali, ma
- multilaterali tra gli Enti Locali
delle diverse aree dei Balcani
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|
- PER BETLEMME E LA
PACE IN MEDIO ORIENTE
-
- La ripresa del negoziato tra il
governo israeliano e l'autorità Nazionale
Palestinese torna ad alimentare
- nel mondo la speranza di una
rapida conclusione del conflitto. Il Presidente
Arafat e il Primo Ministro
- Barak hanno dichiarato di voler
trovare un accordo entro settembre 2000. Ma i
problemi ancora aperti
- sono molti e particolarmente
delicati e l'incertezza del futuro insieme alla
difficile situazione economica
- che pesa sulla vita della maggior
parte dei palestinesi, richiede un costante
sostegno della comunità
- internazionale. Ritrovare la pace
a Gerusalemme è un obiettivo troppo importante
per l'intera umanità.
- Per rilanciare nuovi progetti di
cooperazione e sostenere quanti si adoperano
nella ricerca di una pace
- giusta e duratura, il
Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la
Pace si impegna a:
- -realizzare un censimento degli
Enti Locali e delle Regioni che hanno avviato
progetti di solidarietà e di
- cooperazione con la Palestina e
Israele;
- -avviare una struttura di servizio
per gli Enti Locali interessati a realizzare o
sostenere nuovi progetti di
- solidarietà e cooperazione in
Palestina;
- -realizzare dal 2 all' 8 settembre
2000, nell'ambito delle celebrazioni di Bethlehem
2000, una settimana
- di musica, arte e cultura italiana
a Betlemme e in altre città palestinesi. Al
centro della "Settimana" si
- svolgerà il primo "Meeting
Italo/Palestinese" al quale saranno invitati
tutti gli Enti Locali, le Regioni e le
- organizzazioni italiane che
intrattengono rapporti di solidarietà e
cooperazione con il popolo palestinese
- e i rispettivi partner.
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|
- L' ONU DEI POPOLI
-
- Il Coordinamento Nazionale degli
Enti Locali per la Pace valuta positivamente il
progetto dell'Onu
- dei Popoli, realizzato in
collaborazione con la Tavola della Pace, e si
impegna a:
- - diffondere il documento finale
approvato dalla 3a Assemblea dell'Onu dei Popoli
promuovendo
- occasioni di dibattito sulle
proposte di lavoro tracciate in quella sede;
- - partecipare al "Forum della
Società Civile Globale" promosso dalle
Nazioni Unite nel 2000
- chiedendo il riconoscimento
ufficiale delle Nazioni Unite e la possibilità
di partecipare stabilmente
- ai suoi organi di consultazione
con le organizzazioni nongovernative;
- - contribuire all'organizzazione
della 4a Assemblea dell'Onu dei Popoli mettendo
al centro una
- riflessione sull'Europa e sul suo
ruolo nel mondo. La preparazione della nuova
Assemblea dovrà
- essere l'occasione per estendere e
consolidare i rapporti con le economie locali e
le istituzioni
- dell' Unione Europea.
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|
- ULTERIORI IMPEGNI
DEL COORDINAMENTO NAZIONALE
- DEGLI ENTI LOCALI
PER LA PACE
-
- 1.sollecitare il Governo e il
Parlamento a promuovere l'istituzione del
servizio civile nazionale
- mettendo a disposizione -da
subito- tutte le risorse necessarie per la piena
valorizzazione di tutti i
- giovani che intendono svolgere
questo servizio alla collettività. Il
Coordinamento si impegna inoltre
- a promuovere le iniziative
necessarie per qualificare l'impiego degli
obiettori di coscienza in
- servizio civile presso gli Enti
Locali;
- 2.sostenere la Banca Popolare
Etica che, dopo tre anni di intenso lavoro, ha
preso avvio in Italia
- sviluppando diverse intese con gli
Enti Locali (prestiti d'onore alle famiglie,
finanziamento prima
- casa, strutture per turismo
alternativo, uso biciclette elettriche, società
di capitalizzazione per
- cooperative sociali,
co-progettazione economica, finanziaria e
sociale, emissione di certificati di
- deposito);
- 3.favorire il coinvolgimento degli
Enti Locali italiani nell'Alleanza mondiale delle
Città contro la
- povertà, promossa dall'UNDP allo
scopo di promuovere lo sviluppo di politiche
locali e della
- collaborazione internazionale tra
le città del nord e del sud per lo sradicamento
della povertà.
- Il Coordinamento si impegna a
partecipare alla 2a Assemblea mondiale
dell'Alleanza che si terrà
- a Ginevra dal 3 al 5 aprile 2000;
- 4.sostenere la campagna per la
cancellazione del debito estero dei paesi
impoveriti entro il 2000
- partecipando alle attività
prornosse dalla coalizione italiana
"Sdebitarsi";
- 5.promuovere, insieme a tutte le
organizzazioni interessate, come emerso nel Forum
internazionale
- di Bologna "Acqua per
tutti", la sezione italiana della Campagna
"per un Contratto mondiale
- dell'acqua" con l'obiettivo
di sensibilizzare le istituzioni e l'opinione
pubblica sul dramma della sete
- che colpisce 1 miliardo e 400
milioni di persone prive di acqua potabile e sui
problemi connessi
- alla gestione delle risorse
idriche nel mondo.
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|
- I SERVIZI DEL
COORDINAMENTO NAZIONALE
- DEGLI ENTI LOCALI
PER LA PACE
-
- Per accrescere la circolazione
delle informazioni e valorizzare tutte le
iniziative di pace, solidarietà
- e cooperazione realizzate dagli
Enti Locali aderenti, il Coordinamento Nazionale
degli Enti locali
- per la Pace si impegna a:
- 1.avviare e gestire un apposito
Sito Web degli Enti Locali per la Pace, quale
principale organo
- d'informazione del Coordinamento.
Il sito valorizzerà in primo luogo, tutte le
attività di pace,
- solidarietà e cooperazione messe
in atto dagli aderenti al Coordinamento Nazionale
che saranno
- collegati in rete. Il sito
servirà inoltre a promuovere le principali
campagne assunte dal
- Coordinamento;
- 2.pubblicare un Libro sull'impegno
degli Enti Locali per la pace che possa
raccogliere le più
- significative esperienze sin qui
realizzate e servire da guida per gli
amministratori che vorranno
- impegnarsi su questi problemi.
- 3.promuovere l'apertura di un
Ufficio per l'Europa con sede a Bruxelles con
l'obiettivo di rafforzare
- il collegamento con il Parlamento
e le altre istituzioni europee; facilitare
l'accesso degli'Enti Locali
- aderenti ai fondi comunitari per i
progetti educativi e di cooperazione allo
sviluppo.
-
- Per migliorare l'operatività del
Coordinamento ed estendere la sua base
territoriale favorendo anche
- l'impegno dei piccoli Comuni il
Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la
Pace favorisce,
- laddove possibile, la costituzione
di coordinamenti su base provinciale o regionale.
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|